Cerano: seconda giornata di occupazione per Greenpeace
Continua la protesta di Greenpeace contro la centrale a carbone Federico II di Brindisi condotta dai 16 attivisti che ieri, alle prime luci dell’alba, sono entrati nella centrale e si sono suddivisi piazzandosi sul nastro trasportatore e sulla ciminiera.
“Se si abbandonasse il carbone per un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili, l’occupazione legata alla produzione di energia crescerebbe in modo esponenziale: il rapporto per un territorio come quello della provincia di Brindisi potrebbe essere di 1 a 10, con enormi benefici per la salute”.
“Per prima cosa è indubbio che si tratta di una tecnica ancora allo stato sperimentale e che, pertanto, necessità di un lasso di tempo molto lungo per essere utilizzata su grandi quantità di carbone.
Poi, la CCS è una tecnologia che determina un elevato aumento dei costi e che, pertanto, rischia di non avere fortuna nei sistemi di produzione aziendali.
Fonte: www.brundisium.net
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