Code, noia e l'incubo dei bagni I giorni senza fine nella tendopoli
Il nuovo centro dell'Aquila è questa cittadella di rifugiati in Piazza d'Armi: 1.387 persone sparse in 227 tende si dividono 120 bagni chimici, 24 gabinetti con l'acqua corrente e 4 «moduli doccia» da 6 posti ciascuno.
Ed è vero: con un filo d'acqua si bagna una mano e poi la strofina su e giù per il viso, fino al collo, come si puliscono i mici dopo essersi leccati la zampa.
I pasti li porta un servizio catering di Avezzano, perché la cucina da campo per ora garantisce solo colazioni e cibo per bambini piccoli e celiaci.
La signora Iolanda Andreassi si lava a una fontanella in mezzo all'erba, ma la pensa diversamente: «Gli zozzoni sono gli italiani che non hanno perso la casa: sanno che qui ci devono restare poco e allora non usano i cestini, sporcano, sprecano l'acqua».
Fonte: http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_14/tendopoli_bagni_porqueddu_4688d336-28b5-11de-aa72-00144f02aabc.shtml?fr=plgol0
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